Castello a mezza atmosfera

Anno di creazione 2006
Tecnica Light-box
Dimensioni 156x106 cm
Provenienza Dono dell’autore, 2008
Ubicazione Biblioteca di Santa Lucia
Autore Beppino De Cesco (Udine, 1947Udine, 2013)

In questa immagine De Cesco rivisita il celebre dipinto di Magritte, Le Château des Pyrénées, realizzato nel 1959 per l’avvocato Harry Torczyner. La fotografia di base è una banale immagine scattata da una sonda spaziale che mostra il nostro pianeta visto dalla Luna. L’artista compie un minimo intervento sulla fotografia, montando il castello dei Pirenei sulla Terra; viene, per così dire, “estratto” dalla roccia levitante del quadro per condurlo sul polo nord del globo terrestre, in una citazione puntuale e fedele. L’artista sembra voler estrapolare il castello dalla maestosità del cielo azzurro, solcato da ampie nubi, per portarlo nella vastità infinita dello spazio siderale. L’aspetto scherzoso dell’opera è che il castello di Magritte sta non più sulla terra a mezz’aria, ma a mezza atmosfera.

Fra le due opere si mantiene un dialogo fatto di rimandi visivi, come l'effetto di “durezza” del quadro di Magritte, reso quasi tangibile dal realismo della pietra su cui si posa il castello magrittiano, aspetto particolarmente discusso dal pittore nell’epistolario con l’amico Torczyner, che si ripropone nel fotomontaggio di De Cesco nelle aspre aperture dei crateri lunari in primo piano, dall’orografia apparentemente tanto agitata quanto quella del mare che si vede nella parte bassa del dipinto.

L’interesse per il pittore belga può essere spiegabile per le implicazioni concettuali che la sua opera ha suscitato nel tempo. Magritte è, infatti, noto per aver combattuto in modo sottile e dissacrante la concezione borghese dell’arte come “opera bella” di mero godimento estetico, colpendo la società in ciò che la stabilizza, ovvero il linguaggio.

Bibliografia: After all. Beppino De Cesco a Palazzo Caiselli, catalogo della mostra tenuta dal 19 ottobre al 23 novembre 2012, Udine 2012 [n.n]